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Un nuovo articolo di Adriano Celentano sul suo Blog: La fine degli imbecilli

La polemica esplode, dopo mesi di attacchi più o meno felpati alla figura del pontefice da parte di intellettuali, giornalisti, politici e uomini di chiesa che non condividono la linea di Papa Francesco. E, a difendere il Vescovo di Roma, si erge il cantante italiano più famoso, Adriano Celentano, che attacca a testa bassa il malcapitato scrittore Pietrangelo Buttafuoco.

«Pa’ Francesco - così lo chiama Celentano - è uno di quei puri di cuore contro cui oggi, come ieri, nulla possono «gli `intellettual-farisaici´ del nostro tempo» che «rosicano di fronte alla schiacciante sconfitta».

È tranchant Celentano sul suo blog replicando a quanto scritto ieri da Pietrangelo Buttafuoco su Il Fatto Quotidiano, e cioè che «l’effetto Marziano a Roma è gia alle sue spalle» e che l’agire del Pontefice, con le sue iniziative e parole, «non indica l’inizio ma - scriveva Buttafuoco - è il segno della fine». E oggi Celentano risponde online - quasi sentendosi chiamato a una sorta di difesa d’ufficio - sostenendo che «Ha ragione Buttafuoco quando dice che il Papa `non indica un inizio ma il segno della fine´. Infatti indica la fine degli imbecilli e di quelli che, come l’avvilito Buttafuoco» appunto «rosicano» perchè pesantemente battuti da uno che è puro di cuore.

Un «AMORE», quello dei puri o di chiunque voglia intraprendere la via della semplicità, «che neanche l’aberrante malvagità di quei «CHIODI» sulla CROCE, hanno potuto minimamente scalfire», scrive Celentano. E aggiunge: «Ma `Butta-cazzate´ non demorde. Specie quando parla del Papa: `attento in ogni sua azione solo per ricavarne il plauso che volge in parodia´».

Per Celentano «è persino scontato il volgare e quanto mai grossolano errore da parte di chi è convinto di sapere. Certo è difficile credere che anche il Papa, come tutti gli esseri umani, non provi un certo piacere nel ricevere il plauso del popolo. Guai se così non fosse. Poichè quel plauso di cui tu sparli (rivolgendosi a Buttafuoco, ndr), non è soltanto un incoraggiamento a non fermare i passi di una rivoluzione da lui iniziata fin dal suo primo `buonasera!´ (riferimento alla prima uscita di Bergoglio sulla Loggia centrale della basilica di San Pietro la sera della sua elezione al soglio pontificio, ndr), ma cosa più importante e direi vitale, ha il grande compito di scatenare quel `fuoco´ che mentre, nel tuo cognome è mal riposto, nella testa di ognuno di noi libera invece le cosiddette Endorfine, le quali sono in grado di procurare uno stato di euforia necessaria a poter gioire quel tanto che basta per non smettere di lottare».

E questo «specie quando la lotta, oggi più che mai, si fa sempre più dura. Ecco perché il Papa ci chiede sempre di pregare per lui», conclude Celentano.

Dal Secolo XIX 10 Marzo 2015

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